Molte persone vivono con ansia l’appuntamento dal dentista o addirittura rinunciano a curarsi perché non sopportano lo stress provocato dalla seduta odontoiatrica.

Quotidianamente, infatti, vengo a contatto con pazienti molto spaventati e tesi, che si sottopongono a fatica alle cure di cui hanno bisogno.

Per questi motivi lo studio del Dr. Di Grazia offre ai pazienti l’opportunità di sottoporsi alle cure loro necessarie in assoluta tranquillità tramite tecniche di riduzione dell’ansia (definita “ansiolisi”) che utilizzano il Valium, un farmaco molto sicuro, somministrato per via venosa.

Questa tecnica impiega solo farmaci di tipo ansiolitico, che inducono nel paziente un piacevole stato di tranquillità e di benessere, preservando lo stato di veglia e i riflessi vitali, e migliorando la collaborazione del paziente alle cure.

 

Quando si può usare l’ansiolisi venosa?

La tecnica di “ansiolisi venosa” può essere d’aiuto per qualsiasi intervento di odontoiatria, anche per un’otturazione o una devitalizzazione.

Dopo la prima visita, attraverso un colloquio con il dentista, si stabilisce se è necessario effettuare le sedute in sedazione cosciente.

 

Come funziona l’ansiolisi?

La procedura inizia con la somministrazione di un ansiolitico in gocce (EN), in sala d’attesa.

Nel corso di 20-30 minuti il farmaco fa effetto e il paziente si sente già molto più sereno e può accomodarsi tranquillamente in ambulatorio. A quel punto si somministra per via endovenosa il Valium, a piccole dosi, fino a che il paziente si sente veramente calmo, sereno e pronto a farsi curare.

Durante le cure, il paziente non perde mai lo stato di coscienza e i riflessi vitali del respiro, della deglutizione e della tosse non vengono alterati. Si rimane sempre abbastanza vigili, ma molto rilassati.

Avvalendosi di un monitor multiparametrico, si controllano costantemente la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno nel sangue, permettendo alla staff medico di verificare la stato di tranquillità del paziente.

 

Cosa succede dopo?

Alla fine della seduta non si può guidare; una persona deve essere presente per accompagnare a casa il paziente, che nel corso delle ore successive ritornerà gradualmente alle proprie attività quotidiane.

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